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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ufficializzato le modifiche al decreto del 3 dicembre 2025, pubblicate in Gazzetta il 24 gennaio 2026. Si tratta di un cambio significativo nella disciplina dei contributi PNRR per l’autoproduzione di energia da rinnovabili nelle PMI: non è più richiesto il documento di diagnosi energetica come prerequisito per accedere ai finanziamenti.

Da quando il meccanismo è stato attivato, il principale ostacolo per le PMI non era il denaro disponibile – il PNRR ha messo sul piatto 320 milioni di euro – ma la burocrazia preliminare. La diagnosi energetica, prima obbligatoria, rimaneva un blocco amministrativo che allungava i tempi e scoraggiava i piccoli imprenditori dal candidarsi. Il risultato: una domanda elevata (643 richieste nel primo sportello, settembre 2024, per 920 milioni di contributi richiesti) ma anche una lentezza nei realizzamenti.

Cosa cambia adesso

Con la modifica, la diagnosi energetica non è più un requisito di ammissibilità. Le PMI possono candidarsi direttamente per fotovoltaico, mini eolico e sistemi di stoccaggio senza dover allegare preliminarmente il documento tecnico. Un’accelerazione che non elimina la diagnosi, ma la rende una scelta facultativa.

Le intensità dei contributi non cambiano:

–  40% a fondo perduto per micro e piccole imprese
–  30% per medie imprese
+30% sulla componente di stoccaggio/batterie
50% sulla diagnosi energetica, se effettuata comunque (con sgravi e priorità di valutazione)

Chi decide di fare ugualmente la diagnosi ottiene sia il finanziamento dell’impianto sia il rimborso parziale del documento tecnico. È una spinta “intelligente” verso la mappatura energetica dei sistemi produttivi, senza imposizione.

Chi può candidarsi

La misura riguarda le PMI di qualsiasi settore (manifatturiero, artigianale, turistico, commerciale). Sono escluse: imprese attive nel carbonifero, agricoltura primaria, pesca e acquacoltura, e quelle non conformi ai criteri DNSH (Do No Significant Harm). Gli investimenti ammissibili variano da 30.000 a 1 milione di euro, e la realizzazione deve avvenire entro 18 mesi dalla concessione del contributo.

Il timing reale

Il primo sportello, chiuso il 17 giugno 2025, ha visto l’approvazione di una graduatoria (novembre 2025) con 2.526 PMI finanziate. Rimangono ancora disponibili 178,7 milioni di euro al netto dei compensi dell’amministrazione INVITALIA. Un secondo sportello è atteso, con la semplificazione come ciliegina sulla torta.

Cosa significa per installatori e progettisti

Da qui la vera notizia: le richieste dovrebbero accelerare sensibilmente. Meno rifiuti per documenti mancanti, più candidature da imprese che avevano rinviato per paura della burocrazia. Fotovoltaico e batterie giù in cantiere più velocemente, con i flussi di lavoro semplificati.

Come procedere

Le PMI interessate devono:

1. Verificare l’eligibilità sul portale MIMIT (mimit.gov.it)
2. Preparare il progetto tecnico e il bilancio economico dell’impianto
3. Attendere l’apertura del nuovo sportello (date ancora da comunicare ufficialmente)
4. Candidarsi entro i termini prestabiliti

La semplificazione è in vigore da oggi. Non è il momento di aspettare – i fondi PNRR hanno scadenze serrate.

Per maggiori info: https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/autoproduzione-di-energia-da-fonti-rinnovabili-nelle-pmi-nuovo-sportello