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Nella lunga intervista al presidente dell’associazione ITALIA SOLARE, l’Ing. Paolo Rocco Viscontini, abbiamo affrontato il tema della riduzione degli incentivi per il fotovoltaico.
TransizioneElettrica: Con la prevista riduzione degli incentivi per il fotovoltaico dal 50% al 36% nel 2025: ritiene che il settore possa sostenersi autonomamente? Gli incentivi sono davvero l’unica formula per stabilizzare il mercato o bisogna puntare su altri strumenti e interventi strutturali?
Paolo Rocco Viscontini: La riduzione delle detrazioni dal 50% al 36% rappresenta un potenziale freno per il segmento residenziale, che ha finora spinto la crescita del fotovoltaico in Italia, soprattutto “nell’era Superbonus”. Senza incentivi adeguati, è probabile che molte famiglie percepiscano gli investimenti come meno convenienti, con un conseguente rallentamento delle installazioni. Un aspetto preoccupante è che, con l’abbassamento delle detrazioni, potrebbe tornare a emergere il “nero” nel settore. Questo ridurrebbe in modo significativo gli introiti fiscali per lo Stato, generando un effetto contrario rispetto all’obiettivo di stabilizzare il mercato. Tuttavia, non credo che il settore debba dipendere esclusivamente dagli incentivi.
È necessario puntare su strumenti complementari, come una maggiore semplificazione normativa, l’accesso agevolato al credito e incentivi mirati per soluzioni integrate, come i sistemi di accumulo. Inoltre, è fondamentale sensibilizzare le famiglie sui benefici economici e ambientali a lungo termine del fotovoltaico, evidenziando come rappresenti una scelta strategica anche in assenza di incentivi diretti.
In sintesi, la riduzione delle detrazioni può essere gestita, ma solo se accompagnata da interventi strutturali che proteggano il mercato dalla deriva del sommerso e rendano il fotovoltaico una soluzione sempre più accessibile ed economicamente sostenibile per tutti.