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Il solare fotovoltaico, soprattutto quando affiancato da sistemi di accumulo, si conferma una leva strategica per rafforzare l’indipendenza energetica europea e contenere gli effetti delle oscillazioni dei prezzi dell’energia. A evidenziarlo è il report Solar & Storage for EU Energy Security pubblicato da SolarPower Europe, che analizza il contributo del fotovoltaico alla sicurezza energetica dell’UE in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e rincari dei combustibili fossili.

Secondo le valutazioni contenute nello studio, dalla ripresa delle tensioni in Medio Oriente nella prima metà di marzo 2026, la produzione solare europea avrebbe già evitato importazioni di gas per un valore di circa 8,6 miliardi di euro. In assenza del contributo del fotovoltaico, il costo sostenuto dall’Unione europea per l’approvvigionamento di combustibili fossili sarebbe risultato superiore di circa il 32%. Sul sito dell’associazione è disponibile anche un contatore aggiornato quotidianamente che monitora il risparmio economico attribuito alla generazione solare.

Le prospettive annuali confermano un impatto ancora più significativo. Nel corso del 2026, infatti, la produzione fotovoltaica europea dovrebbe raggiungere circa 415 TWh, traducendosi in minori importazioni di gas per un valore stimato di 34,6 miliardi di euro ai prezzi energetici attuali. Qualora il quadro geopolitico dovesse aggravarsi ulteriormente, con nuove criticità sulle forniture energetiche, i risparmi potrebbero arrivare fino a 67,5 miliardi di euro in un solo anno.

Il documento dedica ampio spazio anche al ruolo dello storage e delle soluzioni di flessibilità della rete. Batterie e sistemi di gestione della domanda permettono infatti di spostare l’energia prodotta nelle ore centrali della giornata verso le fasce serali, quando i consumi aumentano e la disponibilità di rinnovabili cala. Questo meccanismo contribuisce a ridurre il numero di ore in cui il gas determina il prezzo marginale dell’elettricità, limitando così la volatilità dei mercati energetici. L’analisi evidenzia inoltre come Paesi dotati di maggiore capacità di flessibilità, tra cui Spagna e Regno Unito, abbiano registrato prezzi dell’energia all’ingrosso più contenuti rispetto ai sistemi ancora fortemente dipendenti dal gas.

Un’ulteriore accelerazione delle installazioni fotovoltaiche potrebbe amplificare questi benefici. Secondo SolarPower Europe, raggiungere nel 2026 uno scenario di 70 GW di nuove installazioni, rispetto ai 61 GW oggi previsti, consentirebbe di evitare ulteriori importazioni fossili per circa 719 milioni di euro, cifra che potrebbe superare 1,2 miliardi in caso di nuovi aumenti del prezzo del gas.

Nel medio periodo, il contributo del fotovoltaico appare sempre più strutturale per l’economia energetica europea. Tra il 2026 e il 2030, la produzione solare potrebbe infatti evitare fino a 170 miliardi di euro di importazioni di gas, con un beneficio medio annuo di circa 34 miliardi di euro. Il report sottolinea infine anche gli effetti positivi per imprese e consumatori: dai contratti PPA per le aziende energivore all’autoconsumo con accumulo per le PMI, fino al crescente impatto dell’elettrificazione nei trasporti e nel riscaldamento, che solo nel 2026 avrebbe già contribuito a ridurre le importazioni di petrolio e gas per oltre 6 miliardi di euro.