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La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia e altri 18 Stati membri per non aver presentato entro il 31 dicembre 2025 il progetto di Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD), nota anche come direttiva “Case Green”.

La decisione rientra nel pacchetto di infrazioni pubblicato l’11 marzo 2026 dall’esecutivo europeo. Bruxelles ha inviato ai Paesi interessati una lettera di costituzione in mora, primo passo formale della procedura prevista dal diritto dell’Unione, chiedendo l’invio della documentazione richiesta senza ulteriori ritardi. Gli Stati membri hanno ora due mesi di tempo per rispondere e fornire chiarimenti o adottare le misure necessarie.

Oltre all’Italia, la procedura riguarda Belgio, Cechia, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Francia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Svezia.

Il ruolo del Piano nazionale di ristrutturazione

Il documento richiesto da Bruxelles è il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici (National Building Renovation Plan), uno degli strumenti centrali della nuova direttiva EPBD (Direttiva UE 2024/1275). Il piano deve definire la strategia nazionale per migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio e ridurre le emissioni del settore, con una roadmap verso edifici a emissioni zero entro il 2050.

Tra i contenuti richiesti figurano l’analisi del parco immobiliare nazionale, gli obiettivi intermedi al 2030, 2040 e 2050, le politiche e le misure previste per le ristrutturazioni energetiche e il quadro degli investimenti necessari.

Le prossime tappe

L’invio della bozza entro il 2025 serve alla Commissione per valutare le strategie nazionali e formulare eventuali raccomandazioni. Gli Stati membri dovranno poi presentare la versione definitiva dei piani entro il 31 dicembre 2026, dopo aver recepito le osservazioni dell’esecutivo europeo.

Se le risposte dei Paesi coinvolti non saranno ritenute soddisfacenti, la procedura di infrazione potrà proseguire con un parere motivato e, in ultima istanza, con il deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea.