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Con la Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199), il Governo italiano ridisegna il quadro degli incentivi pubblici per gli investimenti produttivi, introducendo una nuova versione del superammortamento Industria 4.0 che sostituisce gradualmente i piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0 in scadenza al 31 dicembre 2025.

Il ritorno del superammortamento: cos’è e come funziona

Il superammortamento 4.0 torna come strumento fiscale per incentivare le imprese a investire in beni strumentali innovativi a forte contenuto tecnologico e con benefici ambientali. La norma non prevede un credito d’imposta come nei recenti piani 4.0/5.0, ma una maggiorazione fiscale del costo di acquisizione del bene ai fini della determinazione delle quote di ammortamento deducibili e dei canoni di leasing ai fini IRES e IRPEF. In termini pratici, il costo fiscalmente riconosciuto di un bene 4.0 viene incrementato artificialmente, aumentando così gli ammortamenti deducibili e riducendo l’imponibile fiscale nei periodi successivi.

Periodo di validità e soggetti interessati

La misura si applica agli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. La disciplina riguarda i soggetti titolari di reddito d’impresa e professionisti che investono in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive in Italia.

Aliquote di maggiorazione

La nuova disciplina prevede tre fasce di maggiorazione fiscale in funzione dell’importo dell’investimento:

• +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
• +100% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni
• +50% per investimenti tra 10 e 20 milioni

Queste aliquote si applicano al costo di acquisizione rilevante ai fini fiscali, consentendo in pratica di ammortizzare fiscalmente valori maggiori rispetto all’esborso effettivo.

Ambiti tecnologici e innovativi

Una delle novità più rilevanti rispetto alle precedenti edizioni è l’introduzione dei nuovi Allegati IV e V, che sostituiscono quelli storici della Legge di Bilancio 2017, ampliando il perimetro dei beni agevolabili. Rientrano nella disciplina:

• Beni materiali e immateriali 4.0 evoluti
• Soluzioni digitali avanzate per automazione, interconnessione e controllo dei processi
• Tecnologie coerenti con i nuovi modelli di fabbrica intelligente e sostenibile

Inoltre, il perimetro comprende strumenti per autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (FER), inclusi impianti di stoccaggio e sistemi fotovoltaici conformi ai requisiti tecnici nazionali ENEA e al DL Sicurezza Energetica.

Clausole e requisiti aggiuntivi

Una novità significativa è la clausola “Made in Europe”: i beni incentivati devono essere prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo, con l’obiettivo di rafforzare la filiera produttiva locale.  La norma richiede inoltre che i beni siano destinati a strutture produttive italiane. Tuttavia, se ceduti o trasferiti all’estero durante il periodo di fruizione, il beneficio non decade a condizione che vengano sostituiti con beni nuovi equivalenti dal punto di vista tecnologico entro lo stesso periodo d’imposta.

Il superammortamento è cumulabile con altri incentivi, a patto che non si riferiscano alle stesse quote di costo e che la base di calcolo sia netta di altri contributi ricevuti. Sono tuttavia esclusi gli investimenti che hanno già beneficiato del credito d’imposta Transizione 4.0 nel 2025, evitando sovrapposizioni di beneficio.

L’accesso al beneficio avverrà tramite domanda telematica al GSE, che gestirà la piattaforma, i controlli e le verifiche tecniche. Le modalità operative saranno definite da un decreto interministeriale atteso entro fine gennaio 2026.

Un’opportunità per fotovoltaico, accumuli e autoproduzione

Un aspetto particolarmente rilevante per il settore energetico riguarda l’inclusione, nel nuovo superammortamento 4.0, degli investimenti legati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. La misura riconosce infatti la valenza strategica di impianti fotovoltaici a servizio dei processi produttivi, sistemi di accumulo energetico, soluzioni di energy management e tecnologie digitali per il monitoraggio e l’ottimizzazione dei consumi. In un contesto di prezzi dell’energia ancora instabili e di crescente attenzione all’autonomia energetica delle imprese, il superammortamento diventa uno strumento concreto per accelerare l’adozione di modelli di produzione distribuita e di autoconsumo, soprattutto in ambito industriale e commerciale.

L’integrazione tra impianti FER e tecnologie 4.0 – come sistemi di controllo intelligente, sensoristica avanzata e piattaforme di gestione dei flussi energetici – consente alle aziende di migliorare l’efficienza complessiva degli impianti e di ridurre l’impronta carbonica, in linea con gli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione. In questo senso, il superammortamento 4.0 può rappresentare un ponte tra transizione digitale e transizione energetica, favorendo investimenti strutturali e di lungo periodo nel fotovoltaico e nelle rinnovabili, non più considerati solo come accessori, ma come elementi centrali della competitività industriale.